Quattro giorni a Barchi: il viaggio degli studenti del Filippin tra storia, idee e futuro

Come si scopre davvero un borgo? Camminando tra le sue vie, ascoltando le storie di chi lo abita, osservando i dettagli che spesso sfuggono e immaginando ciò che potrebbe diventare.

È questa l'esperienza vissuta dagli studenti dell'Istituto Filippin durante il percorso di PCTO realizzato all'interno di Borghi Invisibili, il progetto che unisce rigenerazione culturale, creatività e partecipazione nei territori di Terre Roveresche e San Costanzo.

Per quattro giorni Barchi è diventato la loro aula a cielo aperto.

La prima tappa è stata Palazzo Lenci, uno degli edifici simbolo del borgo. Qui è iniziato Inbarchiamoci, il cantiere partecipato che rappresenta il primo intervento concreto del progetto. Accompagnati da tecnici, progettisti, artigiani e dall'architetto Michele Sbrissa, gli studenti hanno scoperto cosa significa prendersi cura di un edificio storico: leggere gli spazi, riconoscere i materiali, comprendere le tecniche di recupero e sperimentare direttamente alcune attività di restauro, come la pulizia delle antiche tavelle.

Non è stata una semplice visita al cantiere, ma un'occasione per capire che ogni edificio racconta una storia e che rigenerarlo significa restituirgli un futuro.

«Abbiamo imparato a leggere un edificio non solo con gli occhi, ma anche con le mani», ha raccontato uno degli studenti al termine dell'esperienza. «È stato emozionante pensare che quello che stiamo facendo oggi potrà essere parte del futuro di questo luogo.»

Ma il percorso non si è fermato al recupero degli spazi.

Ispirandosi a Le città invisibili di Italo Calvino, i ragazzi hanno provato a osservare Barchi con uno sguardo diverso. Hanno percorso vicoli e piazze cercando non solo monumenti e scorci, ma emozioni. Da questo lavoro sono nate mappe emozionali, percorsi narrativi e nuove idee per raccontare il borgo attraverso parole, immagini e suggestioni.

Tra le proposte più originali è emersa quella di una app musicale geolocalizzata, capace di accompagnare il visitatore con suoni e musiche dedicate ai diversi luoghi del paese. Un modo nuovo di vivere il borgo, dove la tecnologia diventa uno strumento per amplificare l'esperienza, senza mai sostituire la bellezza autentica dei luoghi.

A completare questo racconto contribuirà anche una futura mostra diffusa, realizzata in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Palermo, che trasformerà il centro storico in una galleria a cielo aperto, creando un dialogo tra arte contemporanea e patrimonio storico.

Il viaggio è poi proseguito fuori dalle mura del borgo, alla scoperta di alcune realtà che rappresentano il volto più autentico del territorio.

All'Azienda Vinicola Guerrieri gli studenti hanno conosciuto il valore del lavoro agricolo e il profondo legame tra vino, paesaggio e tradizione. All'Azienda Fiorini hanno scoperto come una storia familiare possa rinnovarsi attraverso le nuove generazioni, mantenendo vivo il rapporto con la propria terra. Infine, al Nova Bar, hanno incontrato una giovane imprenditrice che ha scelto di investire nel proprio paese, dimostrando come anche un luogo di incontro quotidiano possa diventare un presidio di comunità.

Ogni visita ha raccontato una diversa idea di futuro, costruita senza perdere il legame con le proprie radici.

Uno dei momenti più significativi dell'esperienza è stato l'incontro pubblico con cittadini, associazioni e operatori economici del territorio. Al Bar MoMa gli studenti hanno presentato le loro idee, confrontandosi con chi vive il borgo ogni giorno. Le proposte hanno dato vita a un dialogo aperto, fatto di racconti, osservazioni e nuovi spunti, confermando che la rigenerazione di un territorio nasce prima di tutto dall'ascolto e dalla collaborazione.

Questa esperienza di PCTO ha dimostrato che la scuola può uscire dalle aule e trasformarsi in un laboratorio di cittadinanza attiva, dove studio, creatività e partecipazione diventano strumenti concreti per conoscere il territorio e contribuire al suo futuro.

Borghi Invisibili nasce proprio con questa visione: valorizzare i piccoli borghi non solo attraverso il recupero degli spazi, ma anche grazie alle idee, alle relazioni e allo sguardo delle nuove generazioni.

Per gli studenti è stato un percorso di formazione. Per Barchi, un'occasione per guardarsi con occhi nuovi.

Per tutti, il promemoria che ogni luogo custodisce storie ancora da raccontare. E che, a volte, basta cambiare prospettiva per renderle finalmente visibili.