Borghi Invisibili: l’arte svela l’anima nascosta dei borghi marchigiani

Ci sono luoghi che raccontano la propria storia attraverso le pietre, i vicoli e gli edifici antichi. E poi ci sono luoghi che scelgono di raccontarsi con nuovi linguaggi, lasciando emergere ciò che spesso rimane invisibile.

È questa l’idea di Borghi Invisibili, la rassegna che dal 1 al 31 agosto trasforma i territori di Terre Roveresche e San Costanzo in un percorso diffuso tra arte, architettura e memoria.

Il cuore del progetto è Palazzo Lenci, a Barchi, che ospita la mostra “Il Disegno dell’Invisibile”, un viaggio tra geometria, musica e architettura per scoprire le armonie nascoste che regolano gli spazi che viviamo.

A Orciano il percorso continua con “Proporzioni, Armonie e Paesaggi” di Alessandro Facchin, una riflessione sul rapporto tra costruzioni umane e paesaggio naturale attraverso il segno e il disegno.

Ma Borghi Invisibili non si ferma negli spazi espositivi. L’arte invade le strade e gli angoli dimenticati dei borghi con due installazioni che trasformano luoghi quotidiani in nuovi racconti.

Nell’ex macelleria di Palazzo Lenci, la mostra fotografica “Sconosciuti?” di Sara Pergolini esplora il tema dell’identità e delle relazioni, invitando a guardare con maggiore attenzione le persone che ci circondano.

Con “Ri-abitare”, invece, Elisa Zago porta i volti della memoria locale sulle finestre e sulle vetrine vuote dei centri storici, restituendo vita a spazi dimenticati e creando un dialogo tra passato e presente.

Così i borghi diventano una galleria diffusa, dove ogni strada può trasformarsi in una storia da scoprire.

Nato come percorso di rigenerazione urbana e sociale partecipata promosso da 593 Studio e Istituti Filippin - La Salle International Campus, con il sostegno dei Comuni di Terre Roveresche e San Costanzo e la collaborazione delle Pro Loco di Barchi e Orciano, Borghi Invisibili mette al centro una semplice idea: recuperare un luogo significa prima di tutto farlo tornare vivo.

Perché un borgo non è solo ciò che vediamo. È fatto di memoria, persone e possibilità ancora da raccontare.